Gioia Piena, la nostra terra promessa

All’inizio eravamo in pochi. Ci guardavamo con un senso di smarrimento, sperando che da un momento all’altro arrivasse qualcuno per iscriversi. Sapevamo che molti degli amici conosciuti nelle edizioni precedenti quest’anno non sarebbero venuti. Ma non avevamo considerato una cosa: Gioia Piena è imprevedibile e piena di sorprese. E, come sempre, il festival non ci ha delusi. 

A poco a poco sono arrivate sempre più persone, come Celeste, che doveva venire da sola gli ultimi giorni; durante la messa ha detto a Gesù: Se viene anche Maria, andiamo a Petrella dall’inizio. E Maria ha accettato. Siamo poi stati sorpresi dall’arrivo dei loro genitori, Imma e Bruno, dall’arrivo di Noemi e di Alessio, che avevano deciso di non venire. Abbiamo conosciuto persone nuove, tra cui Angelica, che doveva andar via dopo qualche giorno e che invece è rimasta con noi fino alla fine.

Ma quest’anno è stato davvero sorprendente il ritorno. Molti, per diversi motivi, sono andati via dopo qualche giorno, come Antonella, che è tornata per alcuni impegni; Grazia, che è andata via dopo una delusione; Marco, che è ripartito per un diverbio. La cosa veramente bella, però, è che sono tutti tornati. Mi mancavate troppo, ha detto Antonella. La verità è che al festival abbiamo trovato qualcosa di speciale, che ci tiene tutti uniti come una grande famiglia. Qualcosa che, come una calamita, attira tutti, anche i più restii. Non ci aspettavamo tutto questo, ma lo speravamo. E come sempre, il festival non ci ha delusi. 

Camilla

Gioia Piena, la nostra terra promessa
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