ANTONIO UN DONO PER TUTTI NOI

Gioia Piena non è un luogo. Gioia Piena sono le persone. Persone speciali che lasciano sempre qualcosa di sé come piccole tessere di un grande mosaico, che è il grande progetto di Dio. 

Una di queste è Antonio, che è stato un dono per ciascuno di noi. Tutti lo ricordano per la Gioia Piena, i sorrisi che ha donato durante il festival 2018. 

Antonio che veniva chiamato da tutti il “gigante buono” ha dato la sua vita mettendosi al servizio del prossimo, degli ultimi, di chi era in difficoltà.

Oggi splende su ciascuno di noi, anche in chi non ha avuto la fortuna di conoscerlo direttamente ma tramite le parole di Don Donato, dei suoi genitori e attraverso il cuore e la croce che ha realizzato qualche mese prima della sua nascita al cielo, simbolo di quell’amore così forte per Dio papà.

La sua mamma, Natalina ha voluto condividere con noi la loro esperienza a Gioia Piena e di Antonio.

IO: Quando è stata la prima volta che avete partecipato al festival? Perché ci siete andati? Cosa vi ha spinto a recarvi in un paesino sperduto del Molise?

NATALINA: Noi andammo ad Agosto del 2018. Fummo invitati da don Donato perché l’anno prima mio figlio, Antonio andò al festival e si prodigò nel realizzare la croce e il cuore di Gioia Piena. Antonio ad aprile venne a mancare e ad agosto andammo perché Gioia Piena fu dedicata in suo ricordo. Don Donato ci invitò per dare la nostra testimonianza. 

IO: Cosa è per voi Gioia Piena?

NATALINA: Sia per me che per Vincenzo, mio marito, era un mondo nuovo, per il luogo e per l’accoglienza… Avevo già sentito parlare di “Gioia Piena”, ma poi vivendola in prima persona mi sono resa conto che è come se si fosse aperto il cielo su quella terra un po’ sperduta. Nel silenzio si è aperto questo grande cuore, questo grande spazio per tanti giovani. La cosa che mi colpì tanto fu proprio la gioia dei ragazzi che traspariva dal loro volto. Anche chi aveva qualche problema o difficoltà, qui, entrava in una dimensione non di questo mondo. Tanta gente gioiosa, felice, tutti insieme, come un raggio di luce che abbraccia tutti. Io e mio marito eravamo nel dolore, ma in quei giorni abbiamo provato serenità, dimenticando il patimento del cuore che avevamo.

Io: Cos’era il festival per Antonio?

Natalina: Per lui era un’esperienza nuova. Mi ricordo quando tornò da Gioia Piena lo andammo a prendere dalla stazione di Bari. Lo vedemmo trasformato, molto sereno, gioioso. Un po’ mi meravigliò questo. Lui disse: qualcosa è successo dentro di me, e capii che aveva fatto il suo incontro con Gesù. Anche Annabella (la presentatrice del festival) che era diventata molto amica di Tonio, mi raccontò quello che era accaduto in lui, del suo incontro con Gesù. Lui ci promise che l’anno dopo ci saremmo tornati insieme a Gioia Piena. Voleva perfino andarci a vivere a Petrella! Ci tornò poi qualche mese dopo a novembre con un amico. 

IO: Perché ha realizzato la croce e il cuore? Cosa significavano per lui?

NATALINA: Il significato che ha voluto dare Antonio è il cuore di Dio, immenso, che accoglie tutti, simbolo di Gioia Piena che accoglie tutti i giovani. Realizzò la croce con gli scarti di legno del cuore e questi ultimi rappresentano gli scarti del mondo, gli emarginati, coloro che non vengono apprezzati. Antonio amava tanto la semplicità e aiutare chi aveva bisogno. Vi racconto un aneddoto: a casa tante volte mi svuotava il frigo, io non sapevo che fine facesse il cibo…. Inizialmente pensavo facesse qualche cena con gli amici, ma portava questa roba agli extracomunitari, agli emarginati. D’altronde sulla croce di cristo ci sono non i ricchi, le persone importanti ma gli emarginati. Lui si prodigava per gli altri, ha sempre fatto questo nel silenzio, nel nascondimento e poi ci ha lasciato la bellezza della croce e del cuore. Fin da piccolino aveva questa indole. Aveva un cuore immenso per tutti. 

IO: Qual è il vostro ricordo più bello del festival? Cosa vi ha lasciato?

NATALINA: Tutto il festival è stato bello. L’ospitalità prima di tutto della gente, che ti incontrava per strada e ti salutava… Poi la gioia, la condivisione con tutti, anche l’impegno di don Donato, di don Domenico. Gioia Piena è come un bellissimo quadro in una bella cornice. 

IO: C’è qualcosa che vuoi dire ai ragazzi di Gioia Piena?

NATALINA: Lo dico sempre anche ai miei bambini di catechismo. Restate sempre così come siete. Nella vostra semplicità e gioiosità. Non fatevi mai travolgere dalle cose negative e non chiudetevi mai in voi stessi, parlate sempre se c’è un problema, con i genitori, gli zii, cugini… Parlando insieme si risolvono quei piccoli problemi perché poi da essi possono nascere grandi problemi. Seguite gli insegnamenti di Gesù, seguite persone sane come sacerdoti, amici, che vi possono consigliare e soprattutto dovete avere fiducia in Dio perché Lui non vi abbandona mai e dà tanta serenità nell’affrontare tutto. Cogliete queste occasioni di gioia per lasciarvi andare, per farvi inondare dalla Gioia vera quella che viene da Dio. 

Celeste

Mamma Natalina

Antonio, un dono per ciascuno di noi!

ANTONIO UN DONO PER TUTTI NOI
Torna su