La storia ai lati della strada

“La vita che si identifica, con la fede”
Roberto

Le immagini rimbalzano forti dirompenti. Si fissano nella mente. Rimangano lì a ricordarti quello che è accaduto, stà accadendo in un paese di nome ucraina. Corpi martoriati, Uomini, donne e…. no, i bambini, no.  Eppure è così. La guerra, la sporca guerra che si ripresenta alle porte di casa nostra. Senza chiedere  il permesso entra nelle nostre case, supera muri, porte: Fa paura, orrore. Uccisi senza un perchè. Una giovane donna con lo smalto alle unghie. Rannicchiati. Supini. Uccisi con un colpo di pistola, fucile. Ma quanti sono?. Decine ai lati della strada. Mentre i soldati ucraini camminano in un paese liberato dai russi in ritirata. alle porte della capitale. Kiev. Una delle capitali storiche  più belle della nostra Europa. Nessuno lo credeva possibile eppure sta accadendo.   L’Ucraina stà pagando ancora una volta il suo tributo di sangue. Come è accaduto tante volte nella sua storia. Talvolta per essere un popolo libero c’è qualcosa da pagare. Un tributo infinito di lacrime. Ai lati della strada, la morte… La mente torna indietro soltanto di qualche giorno. Altre immagini. Ancora una strada, Ancora alla periferia di Kiev. Un pulmino si stà allontando dalla città. Porta con se l”ostia consacrata dalla chiesa di Santa Sofia. Lontano al sicuro. Perche la follia del mondo non la possa minacciare. Lontano dalla violenza, dalla follia dell’uomo cattivo. E’ sempre stato così per gli ucraini attraverso i secoli di storia.  Quell’ostia consacrata va messa al sicuro. Ai lati della strada che quel veicolo con il suo carico prezioso percorre. Centinaia, migliaia di persone ai lati della strada. Donne, ragazzi e ragazze soldati con i fucili in spalla. In silenzio, Un segno della croce prima di abbassare la testa al passaggio…. Quel veicolo porta qualcosa di prezioso per cui vale la pena di credere e lottare. Ai lati della strada la forza di un popolo, il suo credere. La vita che si identiifica.  con la fede. Un segno di croce per dire che il male non vincerà mai. Siamo in piena guerra con i suoi orrori eppure c’è ancora una parola che emerge, che ci trasmettono quelle persone in quei paesi, in quelle strade vicino Kiev fino ad arrivare in tutti i paesi, le strade, nel mondo. Speranza, C’è sempre una speranza. Un segno di croce, ai lati della strada, prima di abbassare la testa lievemente e…pregare.   

Roberto

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