I viaggi di Don Donato a Medjugorje: una “potatura” interiore

Un pellegrinaggio, un percorso di condivisione, una strada tortuosa, un cammino assieme a persone, storie diverse; come meta il santuario di Medjugorje. Il viaggio di Don Donato è tutto questo. 600 km che ci separano da un luogo di fede, ma non solo. Don Donato intraprende questo viaggio solitamente 4 volte l’anno e con lui si aggregano, nella massima libertà, soprattutto persone che vogliono distaccarsi dai ritmi di una vita quotidiana troppo movimentata, con la speranza di trovare sollievo dai dolori. Il suo primo viaggio a Medjugorje è stato il punto di partenza per continuare a custodire un legame con questo luogo ed è li che è nata la conferma della sua vocazione; ma soprattutto è stato fonte di grandi ispirazioni e chiarezze per eventi successivi. Lo ricorda perfettamente quel viaggio del 2009, in cui assieme a 20 giovani e attraverso il silenzio, la meditazione, la condivisione e la preghiera ha iniziato a far crescere una pianta che grazie a persone, racconti, testimonianze, ma anche molti ostacoli ha generato un fiore. Questo fiore è il progetto Gioia Piena. Il frutto che loro hanno ricevuto da questo viaggio è stato diventare un cuor solo e un’anima sola.

Affrontare un viaggio non è scontato, non è sempre facile ed esistono tanti motivi per intraprenderlo. Don Donato ogni volta che parte per questo pellegrinaggio, dentro di se porta dei pesi che gli offuscano le relazioni. E ogni volta ha la speranza e crede che nel santuario possa ritrovare quella luce che ha perso a causa delle tante distrazioni della vita quotidiana. La cosa più importante è che ha una certezza concreta che grazie alla meditazione e alla preghiera possa ricevere degli “indizi” a degli interrogativi esistenziali. Così quella di Don Donato è anche una specie di missione che lo spinge a partire: mettersi al servizio degli altri avendo riconosciuto e scoperto che Medjugorje è una fonte di guarigione e di conoscenza del progetto che Dio ha per l’umanità. Ogni volta che torna a casa sicuramente si porta dentro tanti doni, soprattutto un cuore rinnovato e grazie a questo riesce a relazionarsi in maniera diversa con gli altri e gli da una carica per mettersi al servizio di tutti, per essere uno strumento di Dio. 

Secondo Don Donato il viaggio a Medjugorje è un dono, è il dono grande che Dio ci fa per poter riequilibrare la vocazione dell’uomo. Sono queste le sue parole e secondo la sua esperienza, il viaggio in questo luogo santo è una potatura, dove la pianta, dopo questo procedimento, (come la vite), in primavera diventa piena di fiori, rigogliosa. Questo è il dono di rinnovo che lui, come tante altre persone, riceve.

I viaggi di Don Donato a Medjugorje: una “potatura” interiore
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